
Abbraccia alcune tematiche di Cultura e società. In termini divulgativi tratta argomenti vari: Ars loquendi et scribendi. Note di logica classica con riferimento alla logica simbolica e al linguaggio letterario. Giornale delle memorie che introduce i files della memoria nella esperienza quotidiana. I dati di logica sono confluiti e organizzati sul nuovo sito: keysonlogic.com
04 novembre 2010
Il fatto continua

Elogio della Sapienza

mi sono innamorato della sua bellezza.
Essa manifesta la sua nobiltà,
in comunione di vita con Dio,
perché il Signore dell’universo l’ha amata.
Essa infatti è iniziata alla scienza di Dio
e sceglie le opere sue.
Se la ricchezza è un bene desiderabile in vita,
quale ricchezza è più grande della sapienza,
la quale tutto produce?
Se l’intelligenza opera,chi, tra gli esseri, è più artefice di essa?
Se uno ama la giustizia,
le virtù sono il frutto delle sue fatiche.
Essa insegna infatti la temperanza e la prudenza,
la giustizia e la fortezza,
delle quali nulla è più utile agli uomini nella vita.
Se uno desidera anche un’esperienza molteplice,essa conosce le cose passate e intravede le future,
conosce le sottigliezze dei discorsi
e le soluzioni degli enigmi,
pronostica segni e portenti,
come anche le vicende dei tempi e delle epoche.
Ho dunque deciso di prenderla
a compagna della mia vita,
sapendo che mi sarà consigliera di bene
e conforto nelle preoccupazioni e nel dolore.
Per essa avrò gloria fra le folle
e, anche se giovane, onore presso gli anziani.
Sarò trovato acuto in giudizio,
sarò ammirato di fronte ai potenti.
Se tacerò, resteranno in attesa;
se parlerò, mi presteranno attenzione;
se prolungherò il discorso,
si porranno la mano sulla bocca.
Per essa otterrò l’immortalità
e lascerò un ricordo eterno ai miei successori.
Governerò i popoli e le nazioni mi saranno soggette;
sentendo il mio nome sovrani terribili mi temeranno,
tra il popolo apparirò buono e in guerra coraggioso.

perché la sua compagnia non dà amarezza,
né dolore la sua convivenza,
ma contentezza e gioia.
Riflettendo su tali cose in me stesso
e pensando in cuor mio
che nell’unione con la sapienza c’è l’immortalità
e nella sua amicizia grande godimento
e nel lavoro delle sue mani una ricchezza inesauribile
e nell’assiduità del rapporto con essa prudenza
e nella partecipazione ai suoi discorsi fama,
andavo cercando come prenderla con me.
Ero un fanciullo di nobile indole,
avevo avuto in sorte un’anima buona
o piuttosto, essendo buono,
ero entrato in un corpo senza macchia.
Sapendo che non l’avrei altrimenti ottenuta,
se Dio non me l’avesse concessa,
– Ed era proprio dell’intelligenza
Sapere da chi viene tale dono –
Mi rivolsi al Signore e lo pregai.
29 ottobre 2010
La storia...
Una nave salpò.Questo missionario che salutava la sua terra era parecchio giovane. I passeggeri dicevano:
— È un vero peccato che sia un sognatore!
Lui sognava di convertire tante anime, di battezzare tanti bambini, sognava di costruire una chiesa
ed una scuola.
Invece non battezzò nessuno e non costruì proprio niente perché la febbre gialla, che prese appena
arrivato, lo portò via in due settimane.
Lo seppellirono sotto una palma. Non fece nulla e non lasciò nulla. Per eredità, lasciò i suoi sogni.
... e la fiaba
Ma i suoi sogni erano ancora buoni perché erano ancora intatti. Io non so se fu il vento a riportarli verso la sua terra.Altre navi salparono. Furono battezzati molti bambini; molti, fra i grandi, trovarono la fede.
Sorsero delle chiese e delle scuole,
Dei passeggeri, siccome non sapevano sognare, smisero anche di dormire.
Una predica che non venne a noia
Un giorno un monaco di Sorrezzana, tra Moriolo e Balconevisi, radunò i suoi discepoli sotto una querce perchè voleva fare una predica all'aperto. Prima che cominciasse a parlare, un uccellino che stava sopra un ramo principiò a cantare. Tutti si misero a sentire: zitti zitti.Quando smise, il monaco si alzò e disse: "La predica è bell'e finita; possiamo andare!"
Un buon consiglio
Quando l'Arno si passava a guado o con traghetti perché i ponti erano di molto radi, si presentò un forestiero al barcaiolo e gli disse che gli avrebbe insegnato il modo di fare soldi se l'avesse traghettato senza farsi pagare. Tutta contento, il barcaiolo lo fece salire e lo portò sull'altra riva.Come fu arrivato, il forestiero si voltò e gli disse: "Se vuoi fare quattrini fatti sempre pagare, bischeraccio!".
28 ottobre 2010
Una ricetta di Don Mannari online
Il tegolato della Canonica di Crespina
Si piglia il vino nero, limpido, di seconda bollitura,
ma che sia un vinone, si versa nel fiasco,
che però deve rimanere un po’ scemo
perché, sennò, il sughero parte.
Si tura bene e s’incerallacca.
I fiaschi vanno messi a giacere su gl’embrici
tra tegolo e tegolo ancorati con un cordino
all’abbaino e si lasciano a tutte l’intemperie.
Per anni e anni ce ne possiamo dimenticare.
Quando si ripiglia, il fiasco non deve essere caldo,
e non va sciabordato. Va tenuto al fresco prima di travasarlo con la tromba.
Si serve in un’unica mescita portando i bicchieri verso il fiasco
e non il fiasco verso i bicchieri. Il fondo va buttato via.
Garba ai bevitori sani e fa bene ai convalescenti e alle donne in cinta.
Canonico Lelio Mannari
Alla voce "il tegolato" su Google compare, come primo risultato, proprio il sito www.old-labels.com che presenta questa ricetta.
Senza spine

09 ottobre 2010
Darsi del tu
Stamani sono entrato in una bottega di alimentari. C'era già un cliente prima di me, che poi si è trattenuto mentre io ordinavo due etti di formaggio. Stefania mi ha servito e così quel signore ed io stavamo per uscire. A questo punto Stefania ha detto: "Ciao Luciano!". A quel saluto io sono ritornato indietro e le ho detto: "finalmente Stefania mi hai chiamato semplicemente Luciano!". E lei mi ha detto: " guardi che quel signore che è uscito si chiama anche lui Luciano; io mi riferivo a lui; con lei non me lo sarei mai permessa, Don Luciano".Io ci sono rimasto un po' male. La gente ti da del lei spesso per tenerti lontano, non si limita a chiamarti per nome, quel nome scusso scusso che ti hanno dato al battesimo. Io non capisco perché danno del tu al mio Dio ed a me danno del lei.
Io non capisco perché si chiama Reverendo un semplice Prete, Eccellenza per il Vescovo, Santità per il Papa. Il pensiero di San Tommaso D'Aquino è faro del mio pensiero. Ebbene l'Angelico dottore dice che le proprietà positive espresse in astratto competono soltanto a Dio. Si dice infatti Immensità di Dio, Eternità di Dio, Bontà di Dio.
A questo punto si evidenzia una cosa: dire che un uomo è Santità è una vera bestemmia da un punto di vista teologico. Teologicamente parlando è sbagliato attribuire ad un uomo una proprietà che compete soltanto a Dio. Lo ripeto, soltanto Dio è Santità.